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postato da semolino [23/12/2007 23:31]
Spero che piaccia ai bimbi.... e se non piace a voi.... Amen :-)) Mamma Trapola e papà Trapolo erano due simpatici trapabriccoli che vivevano felici ad Arcisdrubola nella loro casetta rosa come un confetto e con il tetto di un bel colore azzurro, azzurro come il cielo che si rispecchia nel mare. Papà Trapolo aveva l’aspetto di un bignè ripieno, col viso sorridente e paffuto ed un ciuffo di capelli che sembrava un ricciolo di cioccolata che colava sulla fronte larga. Quando sorrideva tutta la sua dolcezza usciva a conquistare il cuore dei bambini, proprio come quando la crema esce da un bignè. Mamma Trapola invece sembrava una scala snodata, tanto pareva che ad ogni passo si dovesse piegare su se stessa attorcigliandosi, per poi rimettersi bella diritta fino al passo successivo. E così passo dopo passo traballava nel suo piega e spiega come se fosse stata un bruco ubriaco e frettoloso. Aveva però la voce calda e melodiosa di una sirena e tutti i bambini ne erano attirati, attenti ed incuriositi dalle sue fantastiche fiabe inventate su due piedi, o forse meglio dire su due pioli… J Papà Trapolo faceva il mastro artigiano ed insegnava ai giovani ragazzi come imparare a costruire un armadio, oppure a come riparare la carriola e persino a come coltivare gli orti per avere sempre frutta e verdura fresca in ogni giorno dell’anno. Non si faceva pagare dai suoi allievi, ma tale era la riconoscenza di questi ultimi che una volta diventati grandi ed abili come lui, non mancavano mai di portare al mastro artigiano qualche omaggio della loro attività. A casa di papà Trapolo non mancava mai nulla. Mamma Trapola aveva deciso invece di aiutare le giovani donne che si volevano sposare a diventare delle brave mogli. Brave nel seguire la casa quanto nel saper provvedere a tutto ciò che poteva servire al proprio marito. Ma ancor di più a come farsi rispettare dai mariti troppo presuntuosi. Anche mamma Trapola non si faceva pagare, ma anche le giovani donne, una volta diventate mogli, in segno di riconoscenza le portavano regali di nascosto dai loro mariti. A casa di mamma Trapola non mancava mai nulla. Per questo, pur non avendo figli loro, tutti li chiamavano amabilmente mamma Trapola e papà Trapolo. Un dì mamma Trapola disse a papà Trapolo: papà Trapolo, tu sei felice di stare con i giovani ragazzi e di farli crescere? E papà Trapolo rispose: certo mamma Trapola. Loro credono di imparare da me qualcosa ed invece non sanno che tutti i giorni io imparo qualcosa dal loro entusiasmo e dalla loro voglia di vivere. E mamma Trapola disse: hai proprio ragione papà Trapolo. E’ la stessa cosa che succede anche a me con le ragazze che seguo. Detto questo mamma Trapola abbassò lo sguardo pensierosa sul ricamo che stava facendo. Ma un pensiero turbava mamma Trapola. Papà Trapolo che la conosceva bene le chiese: mamma Trapola sei sicura di non avere altro da chiedermi? Mamma Trapola rispose: vedi Papà Trapolo, disse sospirando, tutti ci vogliono bene, tutti ci cercano, tutti ci portano dei regali tanto che abbiamo più di quello che ci serve. Tutti ci chiamano mamma e papà, ma nessuno di questi è figlio nostro. Non ti piacerebbe avere un piccolo Trapolino tutto nostro? Un Trapolino tutto per noi? Papà Trapolo che non se lo aspettava trasalì, cominciò a sudare tanto che il ciuffo che aveva in testa sembrava che si sciogliesse come vera cioccolata. Inizialmente balbettò: ehm… insomma… diciamo che… non saprei… Poi improvvisamente proruppe in una sonora risata ed esclamò: mamma Trapola! In tutti questi anni che abbiamo passato insieme mai avevo pensato ad avere un figlio nostro. Mi sembra una buona idea. Mamma Trapola sorpresa dalla reazione improvvisa si avvicinò a papà Trapolo barcollando nel suo camminare buffo e si abbracciarono a lungo commossi. E fu così che pregarono il cielo che il loro amore gli portasse un bimbo tutto per loro. Il tempo passava ma purtroppo il Trapolino tanto voluto tardava a arrivare. Gli abitanti di Arcisdrubola preoccupati perché sui volti di mamma Trapola e papà Trapolo era sparito il sorriso, si riunirono e si misero tutti insieme a pregare affinché il tanto desiderato Trapolino potesse arrivare e così restituire la gioia ed il sorriso nella loro casa. E fu così che anche grazie alle preghiere e all’amore dei loro amici, mamma Trapola e papà Trapolo poterono esaudire il loro desiderio: dare tutto l’amore di cui erano capaci al loro piccolo Trapolino. Il giorno in cui nacque Trapolino il Sole splendeva luminoso nel cielo che per l’occasione si era tinto di un bel celeste brillante. La casetta rosa dal tetto azzurro come il cielo accolse l’arrivo del piccolo Trapolino facendo sbocciare sulle pareti e sul tetto un fitto tappeto di fiori multicolori, che trasformarono la casetta in un grande cesto fiorito, mentre stormi di uccellini festanti volteggiavano cinguettanti sopra il tetto. Tutti gli abitanti di Arcisdrubola fecero visita alla casetta fiorita per salutare il piccolo Trapolino appena arrivato ed infine si organizzò una grande banchetto per festeggiare. Fu la festa più grande e gioiosa che Arcisdrubola potesse ricordare. E come in tutte le fiabe…. Vissero tutti felici e contenti…. TrapolGiando Buon Natale a tutti...
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